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Come gestire un attacco d’ansia in poche mosse

Come gestire l'ansia

Sempre più persone nella vita sperimentano un attacco di ansia o attacco di panico.
Questi ultimi sono episodi di travolgente paura, caratterizzati da percezione di pericolo e da sintomi fisici (ad esempio, mancanza di respiro o iperventilazione, vampate di calore e sudorazione, dolori o fastidi al petto, tachicardia).
Spesso in modo improvviso e inaspettato!

La persona che sperimenta un attacco di panico ha paura di perdere il controllo, di impazzire e di morire. Dopo un primo episodio, quindi, la persona teme il ripresentarsi dell’attacco di panico (“paura della paura”) e questo spesso causa gravi disagi nella vita di tutti i giorni (ad esempio, la persona cerca di evitare il luogo nel quale ha sperimentato l’attacco di panico).

Risulta chiara l’importanza della gestione di un attacco di ansia in poche mosse affinché la persona possa affrontare e superare il problema.

Di seguito alcuni consigli.

Innanzitutto, accettare la situazione poiché cercare di resistere e opporsi all’ansia rischia di peggiorare la situazione innescando il meccanismo della “paura della paura”. Occorre diventare consapevoli che l’attacco di panico non rappresenta di per sé una condizione pericolosa e letale.

Invece che pensare o dire: “non ci devo pensare”, “mi devo calmare” o “adesso mi accadrà qualcosa di brutto” risulta utile pensare o affermare: “salve ansia, ti accolgo con piacere anche questa volta”.

Successivamente osservare l’ansia senza giudicarla, con distacco. Un consiglio pratico consiste nel tenere un diario sul quale annotare il livello di ansia su una scala da 0 a 100, possibilmente durante il momento ansioso.
Sarà possibile, quindi, notare come l’ansia cresce fino a un certo punto (di solito, entro 10 minuti) e poi diminuisce naturalmente.

Occorre altresì agire, senza fermarsi aspettando passivamente che l’ansia passi. Se si sta svolgendo un’attività, ad esempio, continuare eventualmente rallentando il ritmo. In generale, risulta utile camminare (per scaricare l’adrenalina), parlare con qualcuno (per condividere la situazione) e cercare di regolare il respiro (inspirando ed espirando lentamente per diminuire la tensione psico-fisica).

Anche la pratica di rilassamento muscolare progressivo aiuta.
Se necessario, ripetere i passaggi un’altra volta, finché l’ansia decresce, con la consapevolezza che ciò accadrà.

A questo punto, non illudersi di sconfiggere definitivamente l’ansia poiché questa si ripresenterà, essendo parte della natura umana. Risulta importante, invece, possedere le strategie per accoglierla con distacco e la consapevolezza che dopo poco tempo si allontanerà.
In caso di disturbo da attacchi di panico è consigliabile altresì seguire una psicoterapia cognitivo comportamentale, la cui efficacia (superiore anche alla farmacoterapia) rappresenta un fattore protettivo per le ricadute a lungo termine.

Dott.ssa Isabella Brega
Psicologa

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