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L'ansia fa invecchiare con 6 anni in anticipo

Che la calma fosse la virtù dei forti lo sapevamo già tutti, che aiuti anche a mantenersi giovani è una piacevole novità posta in evidenza da un recente studio condotto dai ricercatori del Brigham and Women's Hospital di Boston.

Obiettivo della ricerca era quello di verificare l'eventuale relazione esistente tra ansia ed invecchiamento precoce. Per provare la loro ipotesi gli studiosi hanno utilizzato un campione di oltre 5.000 donne di età compresa tra i 42 e i 65 anni, sottoposte prima ad un questionario per verificare la presenza di forme di ansia fobica e poi ad un prelievo di sangue per analizzare la dimensione dei telomeri. I telomeri sono una parte del nostro DNA, quella posta all'estremità, la cui funzione principale è quella di preservare il patrimonio genetico dal deterioramento generato dal tempo che passa. La loro dimensione ridotta è ritenuta, per questo motivo, indicativa di invecchiamento delle cellule e di una conseguente riduzione delle aspettative di vita. Dai risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista online PlosOne, è emerso che nelle donne affette da ansia fobica si osserva una significativa riduzione della lunghezza dei telomeri. Questo accorciamento è più evidente nelle donne con età superiore ai 40 anni e corrisponde ad un invecchiamento biologico pari a circa sei anni. Come sottolinea la Dott.ssa Olivia Okereke, la ricerca prova senza ombra di dubbio il nesso ipotizzato tra ansia ed invecchiamento, e ne fornisce anche le motivazioni biologiche.

L'ansia fobica è una patologia ben più diffusa di quanto ci si possa immaginare. I suoi sintomi principali sono quelle paure immotivate ed irrazionali, dalle quali molti di noi sono affetti, rivolte a particolari situazioni o cose che, pur non costituendo un reale pericolo, scatenano una vera e propria forma di panico. Ne fanno parte le paure per gli animali (ragni, topi, serpenti o cani per esempio) la claustrofobia, cioè la paura per i luoghi chiusi, e il suo opposto l'agorafobia, ovvero il terrore per gli spazi aperti. Una certa dose di ansia è fisiologica, serve infatti a mantenere il nostro organismo ed il nostro corpo in uno stato di allerta che aiuta a cogliere e a difendersi dai pericoli. Sempre più spesso però, specie nella società odierna, vuoi per i ritmi etici ai quali ci sottoponiamo, vuoi per le incertezze sul futuro e per l'assenza di punti fermi affettivi e lavorativi, l'ansia da fisiologica diviene patologica: l'individuo che ne è colpito vive costantemente in allerta, con la sensazione di un pericolo incombente del quale, nella maggior parte dei casi, non sa spiegarne le origini. Questo stato di angoscia costante, può raggiungere livelli tali da costituire una vera e propria malattia invalidante, che limita la vita sociale di chi ne è colpito, che viene letteralmente paralizzato dalla paura.

Del resto, da tempo sono note le relazioni fra alcune malattie e gli stati psichici, in particolare la depressione, l'ansia e lo stress, in grado di provocare vere e proprie patologie o di aggravare quadri patologici preesistenti. Oggi, grazie a questa ricerca, conosciamo il nesso diretto tra ansia ed invecchiamento, un motivo in più per mantenere la calma, per noi tutti, uomini e donne del nostro tempo, alla continua ricerca di un elisir di eterna giovinezza, o quantomeno di qualcosa che aiuti a rallentare il naturale processo di invecchiamento.

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