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L'ansia: Cosa è e sue manifestazioni corporee

Cos'è l'ansia

L’ ansia è uno stato emotivo  caratterizzato da sensazioni di tensione, minaccia, paura e preoccupazioni, accompagnato da  modificazioni fisiche del proprio corpo funzionali alla nostra sopravvivenza ed ha  una base filogenetica cioè legata alla evoluzione della  specie umana . Infatti quando i nostri antenati si trovavano di fronte ad esempio  alla minaccia di animali feroci  dovevano decidere se combattere o fuggire e pertanto avvenivano nei loro corpi dei cambiamenti  mediati da determinati neurotrasmettitori (Adrenalina, Noradrenalina ecc..)   finalizzati  a  metterli in grado o di combattere o di fuggire  e quindi di sopravvivere. Al giorno d’oggi i pericoli sono di tutt’altra natura, ma di fronte ad una situazione che ci mette paura, o che percepiamo come minacciosa, in noi si verificano comunque  gli stessi cambiamenti di allora.

Le modificazioni più comuni che avvengono nel nostro corpo mediate dai neurotrasmettitori (adrenalina, noradrenalina ecc..) cioè che fanno da ponte tra mente e corpo sono:

  • L’alterazione del normale flusso sanguigno: il sangue viene sottratto dalle parti del corpo che non hanno un ruolo rilevante per la messa in sicurezza della persona per farlo affluire a quelle parti che invece hanno bisogno di maggior potenza ( esempio braccia e gambe) ;  in particolar modo sarà richiesto un maggior afflusso di sangue nella muscolatura. La grande necessità di sangue viene assecondata dal cuore che, dovendone pompare di più e più velocemente, aumenterà la propria frequenza;  provocando una tachicardia “funzionale”
  • La contrattura dei muscoli  I muscoli contratti in preparazione alla fuga o al combattimento  si mantengono in questa condizione perché di fatto la fuga non si materializza. Non rilasciando la tensione,  i muscoli non si ossigenano correttamente, dando origine a dolore e spossatezza. E qui mi viene da citare una esperienza strettamente personale che però può aiutare a comprendere meglio  il fenomeno che stiamo descrivendo  e cioè è quello che avviene esattamente allo scrivente quando si trova sulla poltrona del dentista per il trattamento di una carie o la predisposizione di un impianto  in quanto si tratta di una esperienza che prima o poi dobbiamo affrontare tutti nella vita e con cui  molte persone potranno identificarsi
  • Senso di oppressione al petto:  La contrazione dei muscoli coinvolge l’intero corpo, anche il torace. Questo viene percepito dalla persona come una forte oppressione al petto, che sommata alla tachicardia fa insorgere il timore di avere un attacco cardiaco.
  • La dilatazione delle pupille:  Le pupille si dilatano per renderci più reattivi.
  • La Sudorazione : La sudorazione di per sé è un meccanismo  che aiuta a controllare la temperatura corporea ; questa  si innalza quando vi sono stati ansiosi e conseguentemente si ha una sudorazione improvvisa  finalizzata  all’abbassamento della temperatura corporea

Qui si dovrebbe aprire un capitolo importante sui disturbi psicosomatici o definiti anche come funzionali ben conosciuti dai medici di famiglia e da alcuni  medici specialistici come ad es. i cardiologi che si riscontrano  quando , i sintomi lamentati dai pazienti come ad esempio la tachicardia o la dispnea (mancanza di respiro),  non hanno un riscontro oggettivo ad es da un cardiogramma o da una spirometria e quindi non sono riconducibili ad un “difetto” dell’organo  interessato .. I disturbi funzionali  pertanto sono sostanzialmente dei falsi allarmi ne più né meno come quando i nostri sistemi di allarme a salvaguardia delle nostre case si attivano senza una apparente ragione magari ,perché sono tarati su una eccessiva sensibilità al pericolo esterno,.e quindi per non essere inutilmente attivati in situazioni di mancanza di un pericolo reale ,  dovrebbero essere “ritarati” cioè riprogrammati in modo che funzionino in caso di reale pericolo. Così ad esempio un sistema di allarme” ”intelligente “esterno all’abitazione sarà modulato in modo da escludere il movimento di animali di taglia piccola come i gatti od altri che non costituiscono un reale pericolo per l’abitazione. Usando questa metafora del sistema di allarme ,anticipiamo che anche il lavoro terapeutico soprattutto nell’impostazione “cognitivo-comportamentale”  dovrà tradursi in pratica nella rimodulazione del sistema di allarme della persona che non dovrà attivarsi di fronte a pericoli oggettivamente non  significativi.

L’ansia va distinta in ansia normale o fisiologica, e in patologica . Quando l’ansia è moderata può risultare utile, perché ci mette in allerta di fronte a una situazione difficile permettendoci di reagire tempestivamente. Può  capitare ad esempio di dover  frenare bruscamente l’automobile  mentre stiamo viaggiando per non fare un incidente oppure per chi ha figli piccoli  di doverli allontanare repentinamente da una fonte di pericolo come l’essersi avvicinati troppo alla cucina dove è in ebollizione dell’acqua o ,se siamo al mare perché si stanno allontanando troppo  dalla nostra vista ecc…   Può diventare invece  un problema reale quando è eccessiva rispetto alla situazione che ci troviamo a fronteggiare , al punto che fare la cosa più semplice o “naturale” può diventare uno sforzo enorme (parlare in pubblico, sostenere un esame, andare ad un appuntamento , prendere il treno, avere intimità sessuale  ..ecc…).o indurci  addirittura all’evitamento  (meccanismo di difesa molto usato nelle fobie) di determinate situazioni con conseguente isolamento e perdita di relazioni sociali  e autolimitazione delle proprie capacità personali.

Naturalmente tra i due estremi(normale e patologica) vi è un continuum e quindi l’ansia ha una dimensione soggettiva decisamente importante  e a tale proposito ritorna utile  ricordare l’aforisma di Hildgard  che recita:   “La stessa fiamma che scioglie il burro, rassoda l’uovo, “  e che esprime meglio di qualunque altro esempio questa varianza del comportamento umano che di fronte  a stimoli simili  reagisce con una gamma varia di comportamenti compresi  tra i  due poli estremi della paura da una parte e dell’indifferenza  dall’altra.

Dott. Fernando Cesarano
Psicologo, psicoterapeuta
Sito web: fernandocesaranopsicologo.com

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