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Cos'è l'ansia da prestazione e come combatterla

L’ansia è generalmente un meccanismo attraverso il quale riusciamo a reagire al meglio in situazioni particolari, come il raggiungimento di determinati obiettivi. E’ quindi un buon iniettore di concentrazione, tuttavia a seconda della nostra capacità di gestirla potrebbe diventare un nostro acerrimo nemico che ci nega la possibilità di adempiere ai compiti che ci siamo prefissati.

E’ opportuno indagare nella storia di ciascun individuo per capire le fonti di questo disagio. Ruolo fondamentale, circa quelle che saranno poi le reazioni future, hanno sicuramente taluni fatti affettivi, sociali o fisici che sono in grado di creare delle esperienze comportamentali ed emotive - cognitive di forte rilievo.
Il soggetto inizierà a costruire determinate schemi che di volta in volta saranno attivati di fronte a possibili minacce, tensioni o situazioni che lo rendono vulnerabile.

Vi è poi un altro elemento, generalmente l’individuo tende a imitare quale modello di riferimento, particolari figure, come genitori affetti da elevate ansie e paure o soggetti rilevanti con particolari problemi affettivi o cognitivi. Tutto questo, a sua volta, porterà a una conseguente scarsa capacità di adattamento all’ambiente con successiva sofferenza.
L’ansia da valutazione si differenzia dalle altre forme per il contesto ambientale in cui avviene. L’individuo ha un’ideale di perfezione che deve essere rispettato, il risultato di ciascuna prova è percepito in relazione al giudizio dell’altro che dovrà essere completamente positivo. Il soggetto ha generalmente una visione rigida per la quale basterà un solo errore per far cadere completamente la sua autostima. Le idee più comuni riguardano il timore del rifiuto e dell’emarginazione sociale.

L’ansia da prestazione può comparire nei più svariati ambiti: sessuale, relazionale, lavorativo, sportivo e scolastico.

L’ansia da prestazione sessuale colpisce sia l’uomo che la donna, qui entrambi i soggetti temono di deludere l’altro e di non essere all’altezza, rendendo l’esperienza sessuale per nulla serena, con conseguente calo del desiderio o difficoltà nel raggiungere l’apice del piacere sessuale. La sessualità sarà conseguentemente vissuta in modo innaturale, teso e carico di paure. Col tempo lo stato d’ansia comprometterà non solo il rapporto di coppia ma anche il modo di percepire l’eventuale partner.

L’ansia da prestazione relazionale consiste nella tendenza incontrollabile di cercare di essere accettati, riconosciuti, stimati e ricercati dagli altri. Essa nasconde una paura più insita, quella di non essere all’altezza. Il riconoscimento sociale servirà ad accrescere la propria autostima, al contrario la demolirà completamente.

L’ansia da prestazione scolastica, può insorgere in seguito ai seguenti eventi: un lutto, un’operazione o la voglia di dimostrare ad un genitore di essere bravo.

Essa è accompagnata da insonnia, irritabilità tensione e disturbi ulteriori che si accentuano con l’avvicinarsi dell’esame. L’esito di questo viene caricato da eccessive paure quali la credenza che dal superamento della prova dipendano il percorso di studi e quello lavorativo, l’idea che genitori, amici e parenti hanno di lui e l’affermazione in campo sociale.
Le conseguenze saranno confusione, vuoto mentale, timore di essere valutati per la propria intelligenza e capacità personali. Il risultato finale sarà così compromesso. Anche in questi casi l’autostima dipende da un riconoscimento esterno. Un caso simile è quello concernente l’ambito sportivo, dove a seconda della performance e del riconoscimento esterno, l’esperienza sarà vissuta in termine di approvazione-crescita dell’autostima o disapprovazione-perdita di autostima.

L’ansia da prestazione lavorativa può indurre uno stato che non consente di compiere un adeguato espletamento delle proprie mansioni. In questi casi il soggetto teme di non essere all’altezza né del compito, né dei colleghi e necessita di riconoscimenti da parte del datore di lavoro.

E’ necessario trattare in modo adeguato questi ambiti al fine di evitare patologie più gravi come fobie, ossessioni e attacchi di panico che renderanno difficile il vivere sociale.

Qualora leggendo quest’articolo vi ritroviate in una delle ipotesi suddette, sarà importante rivolgersi ad uno specialista che possa effettuare una diagnosi pronta e corretta, prevenendo altri disagi e individuando una terapia adeguata.

La psicoterapia può aiutare a restituire la giusta importanza alle cose, costruendo un differente modo di pensare e sviluppando tecniche e capacità di rilassamento.

L’equilibrio psichico non dipenderà più, in questo modo, dal senso d’imperfezione. La vita potrà così sembrare più leggera e le esperienze che la accompagneranno saranno vissute attribuendo a queste il giusto grado d’importanza. Per questo è importante non lasciarsi sopraffare dall’ansia ma cercare di combatterla con i giusti mezzi, facendola tornare quel meccanismo positivo che ci permette di fronteggiare situazioni inattese o di particolare tensione.

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